Tecnica della direzione d’orchestra: La bacchetta del direttore

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Inutile dire che il ruolo della bacchetta è importantissimo.

La bacchetta amplifica e rende evidenti i più piccoli cenni della mano, nel contempo rafforza l’espressività e la precisione del gesto rendendolo chiaramente visibile agli orchestrali che stanno seduti lontani, soprattutto in teatro nella semioscurità della fossa orchestrale.
Nell’immaginario collettivo simboleggia il potere, il comando; molti giovani si esaltano nel tenerla in mano, anche se poi, magari, non la sanno ancora utilizzare in maniera appropriata.  Il direttore deve sapere usare la bacchetta con disinvoltura,  come se fosse un prolungamento dell’arto superiore, una sua quarta parte.

Ma se da un lato quest’oggetto in mano consente di esprimere nuove sfumature, dall’altro potrebbe rappresentare un ostacolo alla loro realizzazione. Infatti, la mano che si chiude  attorno all’impugnatura automaticamente perde d’espressività e si crea una rigidità che ostacola il libero fluire del gesto.

Per questo bisogna fare molta attenzione prendendo la bacchetta in mano. Se si riesce a conservare quella gamma di coloriture espressive che può sfoggiare la mano libera, tanto meglio, ma, se la bacchetta diventa un intralcio, forse meglio farne a meno.

Ilya Musin individua tre posizioni per impugnare la bacchetta,

ciascuna va usata in contesti diversi. La particolarità dei modi di impugnare la bacchetta identificati da Musin, consiste per l’appunto nel  mantenere il rilassamento di fondo ed evitare quelle tensioni e rigidità  muscolari che potrebbero riflettersi nella direzione. Ovviamente, con l’esperienza e la pratica, lo studente, a seconda del contesto musicale, sarà in grado di passare da una posizione all’altra in modo del tutto naturale, senza neanche dover riflettere su quale usare fra le tre impugnature.

Passiamo ad esaminare nel dettaglio la seconda posizione .

 Si prende la bacchetta con il primo e il secondo dito, il terzo sta un po’ chiuso ma senza sforzo,  il pollice è spostato un po’ in avanti. L’impugnatura sfiora il palmo ma non è bloccata, a differenza della prima posizione. La bacchetta assume la posizione con la punta rivolta in avanti in basso.

Questa posizione amplifica di molto i gesti della mano in quanto la bacchetta diventa un suo prolungamento.

Una piccola inclinazione solleva la punta anche di 25-30 centimetri, di conseguenza qualsiasi piccolo gesto della mano diventa comprensibile.

 

L’importanza di questa seconda maniera consiste nel rendere più visibili i movimenti delle mani facendoli diventare indipendenti dal resto del braccio…..

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dal libro/DVD Introduzione alla tecnica della direzione d’orchestra Edizioni Curci Milano

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È inoltre comodissima per i gesti circolari caratteristici delle terzine o tempi ternari . La punta verso il basso può essere usata per comunicare sensazioni di pesantezza, trascinamento, vibranti melodie

La prima variante della seconda posizione consiste nel rivolgere la  punta  verso  l’alto,

in questo modo  si può   conferire un carattere di leggerezza e scorrevolezza…..

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Un’ulteriore variante della seconda posizione

consiste nel porre l’indice per lungo sulla bacchetta invece che di lato, come per indicare qualcuno in particolare. Tale variante si può usare quando ci si rivolge ad un piccolo gruppo di strumentisti  o per guidare con discrezione un solo durante un momento particolarmente poetico con debole sonorità.

 

 

 

 

 

 

2 Comments

  1. Carmine 17/02/2018
  2. Duilio 19/03/2018

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