Tecnica della direzione d’orchestra: Tecnica = interazione. Analizziamo un passaggio del Coriolano di Beethoven.

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Come abbiamo visto in uno degli articoli precedenti possiamo identificare due categorie di attacchi, quelli iniziali e quelli interni.

Gli attacchi interni,  corrispondono  ai movimenti musicali della battuta e ovviamente  ai gesti dello schema utilizzato in quel momento, hanno un ruolo molto importante, se non addirittura superiore agli attacchi iniziali, perché concorrono al  guidare l’ evolversi del discorso musicale, rendendo evidente il legame non solo temporale ma anche espressivo fra i movimenti della misura e, di conseguenza, della frase e del periodo.

Ilya Musin, come ho detto più volte, ci educava attraverso uno studio meticoloso con il duo pianistico, e dopo ovviamente con l’orchestra, a manifestare il nostro pensiero musicale, la nostra interpretazione , in maniera chiara e netta che non potesse lasciare adito a fraintendimenti al fine di ottenere una perfetta sintonia ed interazione con l’orchestra.  ATTENZIONE!    tecnica = interazione!  (gli schemi, attacchi ecc ecc che si possono imparare nei famosi 10 min di fronte ad una tazzina di caffè, sono solamente il primo gradino dello studio della tecnica/interazione, se queste  nozioni di base non sono apprese in maniera perfetta non si può salire ai livelli successivi).

La situazione estrema  presa in considerazione era quella di essere pronti di andare a dirigere un concerto senza prove; voi direte : Impossibile!  ma vi posso garantire che a me e qualche mio collega di corso è capitato realmente.

Lo stesso Musin raccontava di avere diretto più di 30 concerti senza prove con la Filarmonica di Leningrado a Kislovodsk durante l’estate del ’36.

Il passo che oggi prendiamo in esame è tratto dal Coriolano di Beethoven batt. 102-106: qui la difficoltà consiste nel dover  dare degli attacchi interni sul terzo movimento in un tempo piuttosto veloce . E’ una situazione che in genere  mette in difficoltà i giovani (e non solo).

La soluzione di Musin consiste nel dare un chiaro e netto attacco alle sezioni interessate sul battere della misura.

Nel video che segue potrete vedere il momento di analisi in classe del passaggio in oggetto. E’ anche vero che molti docenti direbbero che l’orchestra suonerebbe da sola, ed è più o meno la verità, il quesito è distinguere se siete voi al comando e volete influenzare/interagire sulla loro esecuzione  nell’intento di ottenere una particolare reazione sonora oppure vi accontentate di quello che viene fuori

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Arrivati a questo punto i detentori della verità non potendo disquisire di un sistema di insegnamento a loro sconosciuto si affretterebbero a tranquillizzare i loro seguaci da dissanguare rassicurandoli molto sbrigativamente che il Metodo Musin funziona solamente con i pianisti   -del resto bisogna capirli, è l’unica cosa alla quale possono tentare di appigliarsi disperatamente- . Guardiamo allora con attenzione  lo stesso passaggio con l’orchestra:

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