Tecnica della direzione d’orchestra: gesto del legato e melodia, come far coincidere le due cose

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In uno degli articoli  precedenti abbiamo visto come è possibile trovare una corrispondenza fra gesto e figurazione ritmica;

analogamente  e simultaneamente questa corrispondenza possiamo trovarla fra il gesto e la melodia, lo scopo è di poter mostrare il suo evolversi, i punti salienti, il fraseggio, in pratica fornire più informazioni ai musicisti, a coloro i quali poi di fatto è affidata l’esecuzione del brano . Bisogna saper come prendere e portare in avanti la melodia fino al suo momento culminante e la successiva discesa.

Ciò si può realizzare sapendo come padroneggiare gli attacchi interni, la funzione dei quali è stata oggetto di un precedente articolo.

Se avete letto altri articoli e visto altri video sul nostro canale youtube  probabilmente vi sarete  resi conto di come, in specifici contesti, un gesto più arrotondato  indichi progressione e al tempo stesso da la possibilità di far percepire verso dove si muove la frase. Osservando attentamente i grandi direttori d’orchestra -da von Karajan a Kleiber, a Bernstein,  a Muti,   a Prêtrê,  ad Haitink e  tanti altri ancora-, noterete come spessissimo anch’essi  lo adottino in maniera naturale.

Del resto, il gesto verticale dall’alto in basso non può mostrare  nulla di tutto ciò, né evoluzione né continuità, anzi è indice di frammentazione, segmentazione della frase.

Nel nostro  tipo di gestualità, invece, è di primaria importanza la sensazione di prendere qualcosa e di trasportarla  in un determinato punto, che corrisponde in musica all’apice di una frase o melodia . Questa  padronanza si consegue con molta pazienza e molto studio e, in buona parte, dipende anche dalle doti musicali innate del singolo studente. 

Ilya Musin dedicava particolare attenzione allo sviluppo e potenziamento di queste qualità nell’allievo.

Sulla base di un chiaro e preciso gesto per il legato ci indicava degli esercizi quali   prendere un oggetto piccolo ma di un certo peso, comodo da tenere in mano, e abituarsi a  spostarlo da un punto ad un altro di una superficie. Nel video seguente potrete vedere   come -utilizzando come supporto una semplice e nota melodia-  una volta che si sia conseguito un chiaro gesto legato con velocità continua e senza sbalzi la fase successiva sarà di cominciare ad introdurre la sensazione di prendere portare  e rilasciare qualcosa. Ovviamente si tratta di sforzi del tutto esigui, più che altro apparenti, in ciò bisogna essere un po’ dei mimi, ma tutto ciò è utilissimo per comunicare la sensazione di trasporto di qualcosa da un punto all’altro, nel nostro caso la melodia per l’appunto. L’applicazione pratica di quanto esposto la troviamo praticamente in qualsiasi brano del repertorio sinfonico.

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