Direzione d’orchestra: Il peso e la presa del suono

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prendere-suonoIn che momento sentire il contatto ed il peso del suono?

Ci troviamo adesso ad affrontare un argomento importante sul quale esistono opinioni contrastanti e che è sempre oggetto di vive dispute fra i rappresentanti delle varie correnti di pensiero.

E’ noto che l’orchestra suona con un certo ritardo rispetto all’impulso del direttore -in acustica questo fenomeno va sotto il nome di transitorio d’attacco-. Il direttore dato l’impulso è costretto a rimanere qualche istante in attesa della reazione dell’orchestra  e ciò è particolarmente visibile nel video seguente

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Questo in genere crea al direttore difficoltà e pesantezza (a meno che non stiate dirigendo un’orchestra come quella sopra) soprattutto durante la conduzione di tempi ad andatura moderata.

Nei video che troverete di seguito potrete invece notare come il contatto con il suono si verifichi durante l’emissione, ossia durante il movimento di risalita una volta attraversato il piano ideale; la terza fase dell’attacco, come abbiamo già spiegato in uno degli articoli precedenti

Il direttore, cosciente di ciò, cogliendo il suono dal basso nel momento stesso della sua emissione, compensa il ritardo fisico naturale  dell’orchestra (transitorio d’attacco), in questo modo egli non deve stare in attesa della reazione dell’orchestra ma dirigerà insieme ad essa  ottenendo un maggiore controllo su di essa, ed al tempo stesso anche mostrare con estrema naturalezza l’andamento della frase, cosa del tutto impossibile da realizzare se ad ogni impulso dato bisogna stare ad aspettare che succeda qualcosa.

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Il braccio scende rilassato e torna su come se avesse agganciato qualcosa: il suono!

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Rendersi conto del contatto con il suono, della sua presa e del suo peso,  è una delle primissime nozioni di tecnica che lo studente che decide di affrontare questo percorso deve assimilare.

Wagner è fra i primi a parlare di “peso del suono”.

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Questa stupenda sensazione però viene spesso inficiata dalla impazienza di impugnare la bacchetta, in quanto questo oggetto di legno costringe a tenere la mano chiusa,  e, di conseguenza,  ostacola il contatto diretto col suono. Per questo è meglio sviluppare la sensazione di contatto con il suono senza la bacchetta e poi, quando se ne sarà esattamente cosciente, ritrovarla impugnando la bacchetta.

E’ dunque basilare far prendere coscienza allo studente di questa importante nozione.

Quando invece il braccio si muove nell’aria a vuoto,  senza aver dato la sensazione di prendere  qualcosa si otterrà un suono piuttosto vuoto e senza spessore.

Osservate e ascoltate  attentamente il seguente esempio, confrontate il risultato ottenuto durante la prima e la seconda esecuzione, potrete facilmente constatare la differenza di intensità sonora.

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