“La tecnica senza il genio non vale molto, ma il genio senza la tecnica non vale nulla”

                                                             Nadia Boulanger

 

Masterclass intensiva di Tecnica della Direzione d’Orchestra, Mirano (Venezia) presso Villa Belvedere. Ritorna un appuntamento in una delle ville palladiane più suggestive che negli anni passati ha visto la presenza di studenti provenienti da tutti i continenti. 6 giorni di full immersion  con il supporto di un duo pianistico e della Venice chamber orchestra; verranno profondamente analizzati i principi base della tecnica della direzione d’orchestra secondo il sistema Musin, particolarmente raccomandato a quegli studenti che desiderano affinare la propria abilità  e a coloro che decidono di avvicinarsi a questa arte . Concerto finale. Il corso è riservato ad un max di 8 studenti. Per tutte le informazioni riguardo tassa di frequenza, alloggio ecc ecc compilare il modulo in basso.

 

 Nel 1993 Ilya Musin mi volle come assistente all’Accademia Chigiana.

Erano passati appena 3 anni dall’inizio dei miei studi al Conservatorio Nikolay Rimsky-Korsakov dell’allora Leningrado.

Per la prima volta mi trovavo fuori dall’ambiente accademico russo e finalmente avevo l’occasione di potermi  confrontare con altre realtà.

Lo shock fu indicibile. C’erano fior di studenti provenienti da tutto il mondo, con alle spalle anni studio in scuole celebri con professori dai nomi altisonanti che incutevano timore.

Eppure…

Eppure quasi nessuno di loro era in grado di far suonare bene i due pianisti per la selezione iniziale!

Quel giorno la capacità e l’esperienza di Musin  in quasi 70 anni di insegnamento furono indispensabili. Riuscì ad individuare tra i candidati alcuni ragazzi che effettivamente  in seguito avrebbero fatto delle belle carriere: Noseda, Bufalini, Guettler, Setterfield…

Io a quei tempi mai sarei riuscito a distinguere dei candidati fra quelle braccia che si muovevano in modo scomposto e a mio avviso con criteri fondati su logiche difficili da cogliere.

La sera a cena all’Hotel Jolly chiesi ad Ilya Alexandrovic che principi aveva seguito nel selezionare gli studenti sui quali bisognava lavorare.

La risposta fu semplice:

Non ho guardato come dirigevano, ma ho piuttosto cercato di capire chi fra loro aveva il desiderio di trasmettere qualcosa.

Quell’esperienza a Siena per me fu pesante (mi ritrovai ad insegnare a ragazzi molto più avanti di me negli studi) ma fu anche determinante nella mia scelta professionale:

lì ho capito quale era il vuoto esistente in occidente che andava colmato…

UN APPROCCIO SCIENTIFICO ALLA TECNICA DELLA DIREZIONE D’ORCHESTRA

Spesso amo fare il seguente paragone:

Isaac Newton ha dedotto le leggi che regolano l’Universo partendo dall’osservazione dei fenomeni. Analogamente Musin fin da giovane, guidato dal lume di doti innate, ha capito una cosa fondamentale:

La direzione d’orchestra non è un’arte inspiegabile e misteriosa: l’orchestra è fatta da uomini, suonano quello che vedono, tutto qua.

Esiste cioè una relazione diretta, funzionale tra il gesto e ciò che l’orchestra suona.

Osservando a lungo studenti e direttori provenienti da ogni parte del mondo (i cosiddetti “direttori del passato” che però allora erano contemporanei, giovani e in buona salute) come Mitropoulos, Walter, Busch, Klemperer o Knappertsbush, Musin si è reso conto di trovarsi di fronte ad un linguaggio strutturato.

Ne ha dedotto le leggi che lo regolano, rendendo la direzione d’orchestra una scienza esatta.

Cominciano così ad apparire termini specifici per indicare particolari gesti, i gesti base vengono analizzati e definiti: appare per la prima volta in questa materia una nuova e ricca terminologia. In breve,

VIENE DIMOSTRATA LA CONVENIENZA NELL’UTILIZZARE DETERMINATI GESTI PIUTTOSTO CHE ALTRI

I risultati sono verificabili dagli studenti stessi e possono essere conseguiti con lo studio e l’impegno costante.

Il gesto è finalmente in relazione con il risultato sonoro.

Se alcune scuole si concentrano solo sullo studio della partitura (prerequisito naturalmente essenziale) tralasciando però l’aspetto tecnico gestuale, il Metodo Musin è invece un sistema che fornisce al direttore i principi tecnici per metterlo in condizione di instaurare un’interazione con l’orchestra proprio attraverso la propria gestualità.

In sostanza, tu sai COSA vuoi dall’orchestra, e io posso insegnarti COME iniziare ad ottenerlo…

Durante la mia prossima Masterclass intensiva, cercherò di farti vedere da una nuova, diversa prospettiva la Tecnica della Direzione d’Orchestra, introducendoti ai principi del metodo codificato da Ilya Musin.

“Ennio ha completamente cambiato il mio approccio alla tecnica e la mia comprensione della direzione d’orchestra.

Consiglio ad ogni musicista che sia interessato alla direzione, a prescindere se stia dirigendo o no, di cercare l’opportunità di studiare con Ennio.”

Mark Shiell  Direttore Principale di Zelman Symphony Orchestra,  Ballarat Symphony Orchestra, Macquarie Philharmonia

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P.S. Ti interessano filmati di approfondimento sulla tecnica della direzione d’orchestra ? Visita il canale YouTube di Metodo Musin! Clicca qui