Beethoven: come dirigere l’attacco della quinta sinfonia?

Ciò che sicuramente turba il sonno di molti direttori, giovani e non,  è senza dubbio il famigerato attacco della quinta sinfonia di Beethoven.

Qui se ne sono viste, se ne vedono, e se ne vedranno di tutti i colori.

Sarebbe interessante fare una carrellata di video con le soluzioni più arzigogolate.

Ilya Musin raccontava di averlo visto dare nelle maniere più strampallate, la più naif, a suo avviso, era senza dubbio quella del direttore bambino prodigio Willy Ferrero che, salito sul podio della Filarmonica di Leningrado, abbassò semplicemente il braccio, i musicisti dopo un lungo attimo di perplessità, preso atto che non si dovevano attendere nient’altro, dopo aver guardato la spalla suonarono  a tempo e impeccabilmente insieme.

 

In realtà le orchestre, dopo averne viste di cotte e di crude, sono psicologicamente preparate a questo attacco, e di conseguenza lo spirito di salvezza che spesso le contraddistingue le spinge a rimediare automaticamente agli attacchi più maldestri:

Sono pochi però quelli che analizzano questo attacco per quello che è in realtà: ossia un semplice attacco in levare, e a mente fredda come tale va affrontato :

Questo per quel che riguarda l’analisi effettiva di questo famigerato attacco, ma può essere comoda la seguente variante semplificata che, anche se trasgredisce le regole, ne consente allo studente alle prime armi una realizzazione più agevole.

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